Olbia è sicuramente tra i luoghi più importanti della Sardegna, conosciuta come meta di arrivo in Sardegna e dalla quale iniziano le vacanze e le estati di tutti coloro che arrivano nella nostra regione. Però è anche un luogo che offre attrazioni culturali di vario genere.

Primo fra tutti il Museum Civitatense – Basilica di San Simplicio, costruita intorno al dodicesimo secolo sopra un luogo di culto paleocristiano. Principalmente costituita da granito, in stile romanico pisano, con affreschi medievali e un sarcofago romano. Gli orari di apertura di questa chiesa (salvo variazioni) sono: dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

informazioni chiesa san simplicio ad olbia

(Fonte fotografica: https://www.beniculturalionline.it/)

A pochi passi dal centro storico è possibile visitare il Museo Archeologico di Olbia, il quale racchiude tutta la storia della città di olbia e del territorio, dalla preistoria al medioevo con reperti ritrovati nel territorio tra cui ceramiche, bronzi, sculture, monete e oggetti di vita quotidiana.

Tra i pezzi più importanti, spiccano i resti di due navi romane del III° secolo d.C., rinvenute durante gli scavi per la costruzione del museo. Aperto (salvo variazioni) tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.

Museo del Mare situato all’interno del parco faunistico di Olbia dedicato alla storia della navigazione nella quale si può vedere il modellino della nave romana, la collezione di conchiglie e il diorama del fondale marino, strumenti di navigazione, carte nautiche, conchiglie, fossili e animali marini imbalsamati.

La Chiesa di San Paolo Apostolo è uno dei principali luoghi di culto di Olbia, costruito su un vecchio tempio di epoca romana è risalente probabilmente al basso medioevo e restaurata in seguito in stile barocco. Caratteristica la cupola maiolicata.

informazioni chiesa di san paolo olbia sardegna

(Fonte fotografica: Gianni Careddu – Opera propria su Wikpedia.it)

Chiesa di San Vittore Vescovo è una chiesetta campestre a pochi chilometri da Olbia. Composta da un’unica aula con due campate ed il presbiterio, accessibile grazie a tre gradini, ospita due statue del Santo Vescovo, di cui una alquanto antica e propone due ingressi speculari.

Nostra Signora di Cabu Abbas è un’altra chiesa campestre risalente probabilmente al medioevo. Il nome deriva dal sito che il latino era denominato Caput Acquarum ovvero la sorgente che alimentava l’acquedotto della città.

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